"Un bocòn mì, un bocòn tì, un bocòn al càn , ham!"


filastrocca che mi raccontava nonna, armata di tazza e cucchiaio, per rendermi più dolci i bocconi del cibo che non gradivo

lunedì 9 novembre 2009

Torta di mele ferrarese del 1956



Sabato scorso mi ero organizzato per lavorare su una serie di lievitati e per approfittare dei tempi di lievitazione avevo pianificato anche una serie di dolci veloci da fare e infornare tra un riposo e l'altro nel super forno a legna di mamma. A causa di un braccio e soprattutto del polso incidentato, la cara genitrice non ha potuto fare da aiutante, ma questo non le ha impedito di fare la maestrina che infligge bacchettate ad ogni mio errore, in particolare quando mi accingevo a preparare l'impasto: "Te méni sempre a ravéxa", (mescoli sempre al contrario, per chi non capisse il veneto), è un errore che non riesco a correggere, e sono dell'idea che il tutto risalga al fatto che da mancino naturale sono stato gentilmente accompagnato ad usare la destra.
Tra le altre cose, lievitati, dolce alle mele e zucchero per mamma, ciambella alla banana e cena per tre, ho preparato questa buonissima e bellissima torta di mele dal sapore genuino che hanno tutti quei cibi fatti con ingredienti semplici ed essenziali. Arriva direttamente dal blog di Sigrid, notissima e bravissima foodblogger, autrice originale e irriverente del blog il cavolettto di Bruxelles. Ho seguito la ricetta passo passo  con una semplice variazione per la glassa di copertura. E' molto carina la storia che c'è dietro al nome di questa torta ed è per questo che vi rimando al link della ricetta originale per chi già non la conoscesse.
Il risultato è una torta non troppo dolce, a pasta quasi secca ma che si ammorbidisce grazie alla copertura fatta con le mele. Vi dicevo della modifica della glassa, che non è indispensabile ma fa sì che le mele non si secchino, Sigrid consigliava un mix di spremuta d'arancia, liquore all'arancia, acqua e miele. Non avendo trovato quasi niente nel reparto liquori di casa Bannet che facesse al caso, probabilmente era già passato fratello piccolo a spazzolare tutto, ho individuato all'ultimo momento e con sorpresa una bottiglia ancora integra di sciroppo d'amarena. Che dire, il risultato è stato favoloso e ha regalato alla torta qualche tocco di rosa finito nella pasta.

Ingredienti:
-4 mele medie
-180 gr. di farina 00
-150 gr di zucchero
-2 uova
-70 ml di latte
-buccia grattugiata di mezzo limone
-1 cucchiaino colmo di lievito per dolci
-25 gr di burro a ciuffetti prima di infornare


Sbattere a lungo lo zucchero con le uova fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro aumentato di volume, aggiungere la farina, il latte, la buccia grattugiata di limone e il lievito. Versare in una pirofila di almeno 21 cm, io consiglio quella da 25, la pasta sarà un po' più bassa ma distribuirere meglio le mele tagliate a fettine sottili. Ho cotto in forno a 180-200° per circa 40 minuti e ho sfornato dopo aver fatto la prova con lo stecchino. Con la torta ancora calda ho spennellato la copertura di mele con una glassa leggera ottenuta facendo bollire per qualche minuto 3-4 cucchiai di succo d'arancia, 1 cucchiaio di acqua, 2 cucchiai di sciroppo di amarena e 1 cucchiaio di zucchero a velo per addensare.
E' un dolce poco calorico, l'apporto totale è di circa 1850 calorie, una fetta di 100 gr apporta circa 180 calorie. A colazione si può benissimo accompagnare con una bevanda e un altro frutto a piacere o uno yogurt.

9 commenti:

Lo spadellatore ha detto...

Questa devo provarla, anche perché mi pare che la consistenza sia da dolce soffice o sbaglio?
Nel post di Sigrid è indicato "fino a ottenere un composto di color chiaro e quasi spumoso che sia 3 o 4 il volume di partenza"... addirittura?
Quando hai aggiunto la farina hai usato l'approccio muffin "mescolo poco altrimenti si sviluppa glutine"?

PS: la prima torta che vedo senza burro nell'impasto. ;-)

Asa_Ashel ha detto...

@Lo spadellatore
Non è esattamente un dolce soffice, proprio per la mancanza di burro o altri grassi nell'impasto, è però un dolce friabile e l'operazione iniziale uova zucchero serve proprio ad incamerare aria e rendere il tutto più soffice. Non so se sono arrivato a 4 volte il volume iniziale ma a 3 volte si.
Inizialmente sembra un po' secco, ma l'umidità delle mele apporta il giusto equilibrio, e mano a mano che passa il tempo si ammorbidisce. Per quanto riguarda la farina ho evitato di mescolarla con lo sbattitore, ho mescolato bene con un cucchiaio ma senza strapazzare troppo l'impasto, il lievito poi l'ho messo alla fine e non prima del limone come segnato nella ricetta originale, è un passaggio che preferisco fare così. Te la consiglio, ha il sapore delle torte semplici ma buone e poco elaborate.

Giovanna ha detto...

Anch'io preparo una torta di mele senza burro. Anzi per dirla tutto, la maggior parte delle torte che preparo è senza burro.
Lo yogurt e l'olio extravergine sono dei validi sostituti.
La tua torta ha un ottimo aspetto, e mi è piaciuta la soluzione/sostituzione del liquore di arancia con lo sciroppo d'amarena.
Giovanna

Barbara ha detto...

Queasta torta e' buonissima, lo so per certo perche' la mangio da sempre , la tua data non sbaglia(anche se non sono cosi'vecchia, ma....). Nel mio ricettario e' segnata come "Torta di mele della mamma", ma ho un dubbio: non so se sia quella presa dal famosissimo "Il Manuale di nonna Papera". Controllero'.Grazie per avermela ricordata, e' da un po' che non la faccio.

Gaia ha detto...

Una torta poco calorica.. ecco cosa ci vuole in un dolce periodo detox !
;-)

Joshua ha detto...

è stupendo il tuo blog!!!
Grazie per avermelo fatto conoscere :)

Asa_Ashel ha detto...

@Giovanna,Barbara,Gaia
E' veramente una torta sorprendente, è buona semplice e leggera e la si può mangiare senza tanti problemi, e come ormai avrete capito se posso eliminare o abbassare l'uso dei grassi tipo il burro lo faccio. A mio parere può funzionare bene anche con altra frutta tipo le pesche.
@Joshua
mi fa piacere che ti sia piaciuto, passa a trovarmi ancora quando hai voglia.

Anonimo ha detto...

La conosco già, è esattamente come quella che faceva mia zia e che spesso faccio anch'io, perché è veloce e pratica da preparare; la ricetta è su di un libro di cucina degli anni '60, ma è indicata semplicemente come "torta di mele".
La torta di mele ferrarese che conosco io, invece, l'ho presa da "Famiglia Cristiana" anni e anni fa, adesso non l'ho sottomano nè mi ricordo le dosi esatte, ma ricordo bene che in proporzione c'erano più mele (anche nell'impasto) rispetto alla farina che non in questa, e alla fine la consistenza, più che di una torta, sembrava quella di uno sformato di frutta cotta, comunque molto buono.
LVM

Sarah ha detto...

Al di là del fatto che amo tutte le torte di mele indistintamente... Mi è scappato da ridere quando ho letto il veneto, "lingua" a me cara e molto familiare/famigliare (nonna); secondo sorriso derivato dal fatto che anch'io sono mancina, e che anche nel mio caso faccio diverse cose al contrario (come affettare, per esempio).
In sostanza, oltre alla ricetta mi è piaciuto il post: amo leggere "di più" oltre alle ricette, ed è stato questo il caso. :)

Auguroni per uno splendido 2010!

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