"Un bocòn mì, un bocòn tì, un bocòn al càn , ham!"


filastrocca che mi raccontava nonna, armata di tazza e cucchiaio, per rendermi più dolci i bocconi del cibo che non gradivo

martedì 4 maggio 2010

Rabatòn


Per questo post mi sono fatto aiutare direttamente dall'autore della ricetta che, nel giro di blogger che frequento, è conosciuto come Gan, al quale mi lega un rapporto di affetto speciale.
E' un piatto arcaico, del Piemonte sub-appenninico, selvatico e pastorale; sorprendentemente moderno, però, per la sua leggerezza e delicatezza. E' legato in qualche modo alla transumanza primaverile, quella migrazione stagionale delle greggi, dai litorali pianeggianti verso le zone collinari e montane. Durante le soste di passaggio venivano lasciati dai pastori ai proprietari terrieri, come segno di ringraziamento e per scusarsi del disturbo, dei piccoli canestri intrecciati ripieni di ricotta.
Rabatòn

Ingredienti:
-500 gr. di ricotta. Freschissima, cremosa e non troppo asciutta. Meglio se di pecora.
-1 kg di spinaci o biete; i primi danno un sapore più deciso, le seconde più delicato. 
  La ricetta classica prevede  però erbe selvatiche da cuocere: papaveri, ortiche, luppolo, piantaggine, malva.
-un mazzetto di prezzemolo
-due cucchiai di erba cipollina o uno spicchio d'aglio
-maggiorana fresca
-4 uova intere e 1 tuorlo
-150 gr di parmigiano
-due manciate di pangrattato
-due bei rametti di salvia
-burro
-farina
-1 dado vegetale per brodo
-sale e pepe

Pulite e lavate le vostre verdure, mettetele in un pentolone d'acqua senza aggiungere sale e fatele lessare.
Una volta cotte scolatele ma conservate il brodo di bollitura che servirà per cuocere i Rabatòn.
Strizzate con forza le versure lessate fino a quando siano completamente asciutte. Poi passatele al setaccio (o al mixer che si fa prima) assieme al prezzemolo privato dei gambi, all'erba cipollina (o allo spicchio d'aglio) e alla maggiorana fresca, fino ad ottenere una purea verde ed omogenea che raccoglierete in una terrina capiente.
Unite alla purea tutta la ricotta e mescolate bene. Aggiungete 100 gr di parmigiano grattugiato e le 4 uova intere più un tuorlo. Amalgamate con cura. Se il composto ottenuto fosse troppo molle, aggiungere un po' di pan grattato fino a dargli la consistenza di una farcia. Alla fine salate e pepate di buon gusto.

Mettete su fuoco il pentolone con il brodo di verdure, che rinforzerete con dado vegetale e una manciatina di sale grosso. Mentre và a bollore si preparano i Rabatòn.
Infarinate leggermente la spianatoia, prelevate un mezzo cucchiaio di composto verde, depositatelo sulla spianatoia infarinata e lavoratelo delicatamente e rapidamente col palmo della mano, dandogli la forma di una polpettina bislunga, delle dimensioni di un pollice, che poserete su un vassoio. Continuate fino ad esaurire il composto, infarinando la spianatoia quando necessario.

Quando il brodo vegetale bolle, fateci ruzzolare dentro una parte dei vostri gnoccoloni verdi: il nome "rabatòn" significa proprio "ruzzoloni".
Appena vengono a galla lasciateli ancora un minuto, poi pescateli con la schiumarola e metteteli in una pirofila imburrata. Spolverate leggermente con parmigiano grattugiato e una grattatina di pepe nero.
Ripetete l'operazione e, quando tutti i rabatòn sono cotti, cospargete la pirofila con il rimanente parmigiano, con fiocchetti di burro e foglie di salvia a piacere.
Passare in forno caldissimo per 5 minuti e mandate subito in tavola.


E' un primo piatto meraviglioso, pieno di retrogusti intriganti e con una consistenza delicata.
Provatelo, vi piacerà.
P.S. le foto sono così così, un po' sfuocate, chiedo venia, in quel momento avevo solo voglia di mangiare.

14 commenti:

iana ha detto...

ciao caro... che buoni, in toscana si chiamano gnudi! non li ho mai fatti ma mi sembrano proprio molto simili! bentornato! Un saluto!

Ely ha detto...

ciaooo Sauro cominciavo a preoccuparmi.... buoni e adatti alla mia dieta questi rabatòn gustosi davvero! ciao Ely

Ambra ha detto...

Benchè piemontese non li conoscevo ma mi ispirano molto così morbidi e delicati...da provare...magari proprio con le erbe di campo!

Asa_Ashel ha detto...

@iana
cia carissima, grazie del bentornato, spero di passare presto a commentare anche da te che ultimamente non avevo tempo di fare niente.
@Ely
Idem come Iana sopra. Per il resto provali, sono abbastanza facili da fare e soprattutto buoni.
@Ambra
io gioco fuori casa quindi non li conoscevo nemmeno io, quando Gan me ne ha parlato mi aspettavo qualcosa di più semplice come sapore, forse un po' insipido. Niente di tutto questo, sono gustosissimi, e anch'io ho voglia di provarli con le erbe di campo.

La Gaia Celiaca ha detto...

che meraviglia questi ruzzoloni!

questi piatti mi piacciono tantissimo...

li proverò con i miei pargoli

Federica ha detto...

Assomigliano tantissimo agli "gnudi" che si usano qui in Toscana fatti di ricotta e spinaci e che adoro .La ricetta classica col mix di erbe di campo dev'essere però ancora più buona. Ciao e bentornato ;)

lavecchiaMarple ha detto...

E confermo, sono buoni buoni!

Pamirilla ha detto...

Ah ecco, dalla foto sembravano seppie morte in una fogna invece la ricetta mi sembra davvero imperdibile. Non offenderti per la nota sulla foto: io stessa ho passato le ultime due ore a litigare con la canon, le luci. e due crostate e hanno vinto loro 100 a 0, sic.
In compenso mi segno la ricettina primaverile e pure il blog. Ciaoooo

Asa_Ashel ha detto...

@Pamirilla
non mi offendo sicuramente, sono foto fatte con un cellulare, quindi non è che mi potessi aspettare granché, diciamo che l'espressione che hai usato è piuttosto colorita e mi ha fatto sbellicare dalle risate. Benvenuta.
@tutti gli altri
grazie di essere passati e dei commenti

Mauro Ronci ha detto...

Dovrebbe essere una specialità nonostante esteticamente (vedi Pamarilla) facciano uno "STRANO" effetto :D. Complimenti, la copierò ben presto!

Fabiana ha detto...

ciao Asa, non avevo mai sentito parlare di questo piatto.. e si che è delle mie zone. Ma sembra molto interessante... mi intriga parecchio l’uso delle erbe selvatiche... un bacio

Gaia ha detto...

Quindi questa specie di gnudi li hai fatti per il grande ritrovo!
Che bellezza che sono! Ti avranno fatto gli applausi tra questo e il pane con sorpresa!
;-)

Asa_Ashel ha detto...

@Mauro-Fabiana
grazie dei commenti. L'aspetto è quello che è, una specie di gnocco allungato, ma il sapore è delizioso. Anch'io sono persuaso di provare la versione con le erbe selvatiche.
@Gaia
Fatti e mangiati al gran ritrovo, ma ad ognuno i propri meriti, io mi sono limitato a pubbblicare la ricetta, ad eseguirla con passione e amore è stato Gan. Per il pane si, un piccolo applauso me lo sono meritato.

accantoalcamino ha detto...

Ciao Asa_Ashel non vedo l'ora che arrivi di nuovo la primavera per fare questo tuo "rabaton" con le erbe che troverò nei campi..sto facendo un giretto nella tu cucina e sto aprendo tutti i cassetti, buon fine settimana.

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